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Albero della vita vichingo

Albero della vita vichingo

La risposta è abbastanza semplice e condivisa dalla maggior parte degli studiosi. Se il mitema dell'albero cosmico è raro tra le popolazioni indoeuropee, esso è, al contrario, assai diffuso tra le genti uraliche e altaiche. L'immagine appartiene a una comune concezione sciamanica che troviamo attestata, a est, fino alla Siberia. L'albero cosmico è non solo l'asse che unisce cielo, terra e inferi, ma anche il tramite attraverso il quale lo sciamano è in grado di uscire dal nostro mondo per salire o scendere attraverso i molteplici livelli dell'essere.

Ora sembra assodato che in origine, le terre del nord Europa, dalla Russia alla Scandinavia, fossero occupate da genti di lingua ugrofinnica. I popoli indoeuropei giunsero in quelle ragioni soltanto a partire dal I millennio a. Nel corso dei secoli i Germani si sarebbero insediati nel sud della Svezia e lungo tutta la costa sudoccidentale della Norvegia, contendendo le regioni interne e settentrionali ai Finni, che vi erano ancora stabilmente insediati fino a tempi piuttosto recenti. Non vi è nulla di strano se, fin dall'epoca della sua formazione, la mitologia germanica settentrionale abbia inglobato molte idee di matrice finnica.

Gli studiosi hanno puntualmente fatto notare molti elementi di sciamanesimo nella religione scandinava, che sembrano attingere al mondo uraloaltaico. Una fauna non sempre benevola che, anzi, a tratti sembra quasi minacciare la stabilità e l'integrità del grande albero. Le fonti sapienziali norrene si dilungano a enumerare tutte queste creature, di cui vengono dati i nomi e spiegata la natura. Ci sono poi i cervi, quattro che i più alti ramoscelli? Anche Snorri riferisce di queste creature Gylfaginning [16] , che trae dalla medesima fonte aggiungendo ancora qualche dettaglio: Insieme con il frassino, questi esseri formano un'immagine mitica di straordinaria antichità che troviamo attestata in molte e diverse tradizioni, fin dalle epoche più remote.

Il parallelo con la fauna del frassino Yggdrasill è evidente. Peccato che, a parte tracciare una vaga omologia, non si possa fare di più. Il parallelo sumerico non ci illumina sul motivo germanico, e viceversa. Anche l'immagine biblica dell'albero della conoscenza del bene e del male, con il serpente che gli scivola accanto, ha certamente più di un debito con il medesimo mitema; effettivamente qui manca l'aquila, ma si possono chiamare in causa i serafini con le spade fiammeggianti che si ergono a guardia dell'albero della vita.

D'altronde la diffusione di tale mitema sembra essere universale. Lo ritroviamo attestato persino in America: Queste sono indicazioni di un simbolismo remotissimo, risalente con ogni probabilità alle origini stesse della cultura umana e che, in un modo o nell'altro, è stato ereditato in maniera diversa dalle diverse culture. Non sappiamo, e certamente non sapremo mai, cosa simboleggiassero in origine questi animali, perché troviamo proprio un serpente tra la radici dell'albero simbolo di immortalità? Le rappresentazioni grafiche del frassino Yggdrasill hanno sempre qualcosa di goffo. Gli illustratori si trovano invariabilmente a disagio nel rappresentare quel tronco che attraversa il cosmo, quegli immensi rami che coprono i cieli, le tre radici che raggiungono gli opposti angoli dell'universo e naturalmente tutta la strana fauna — cervi e capre, aquile e serpenti — insediata a tutti i livelli del grande frassino, brucando, rodendo e divorando.

L'impressione è che Yggdrasill sia la figurazione, in forma dendrica, di qualche antica concezione cosmologica. I vari elementi di questo mitema arboreo, i dettagli curiosi della strana fauna che lo affolla e certe notazioni quasi inesplicabili, come il motivo delle tre radici che si diramano in tre direzioni diverse per attingere ad altrettante sorgenti primordiali, non sembrano delle aggiunte stravaganti, ma suggeriscono la presenza di idee assai meditate sull'universo e le forze che lo governano.

Il frassino Yggdrasill , nella sua geometria, obbedisce a qualche tipo di logica interna che non è soltanto quella di un albero grande quanto l'universo, ma di un supporto cosmologico, rappresentato in forma di albero, che avvolge, racchiude e fornisce all'universo una struttura. La chiave che ci permette di decifrare questa imponente visione cosmologica è andata perduta, anche se molti elementi possono tuttora suggerirci una serie di idee complesse e avvincenti.

Esaminiamo il motivo delle tre radici e diamo un'occhiata ai testi. Tre radici si estendono in tre direzioni sotto il frassino Yggdrasill ; Hel sotto l'una dimora, sotto l'altra i giganti di brina, sotto la terza gli esseri umani. La prima differenza tra i due testi, com'è evidente, è relativa ai luoghi dove le tre radici sono dirette.

Ma non bisogna commettere l'errore di considerare le distinzioni tra le due fonti come sostanziali divergenze geografiche: È evidente che le tre radici si dirigono in tre direzioni che non sono quelle della terra, quanto piuttosto tre distinte manifestazioni dell'essere: Il problema è piuttosto disegnare un albero le cui tre radici vadano in direzioni tanto bizzarre.

Bisogna mettersi nell'ottica di una cosmografia antropocentrica, in cui l'asse cielo-terra-inferi era essenzialmente l'asse zenitale, diviso in tre regioni dai tropici celesti. Il senso in realtà è sottilmente diverso e soltanto un'attenta analisi comparata dei vari miti ci aiuta a comprenderlo. Dunque il frassino Yggdrasill viene a essere una rappresentazione sia dell'asse cosmico che dell'intera armatura della sfera celeste. Ricordiamo il brano in cui Snorri parla dei molti cieli che si levano sopra il nostro. Ma è un'analisi che sfugge alle nostre capacità e, temiamo, non vi siano più le basi per operare una simile ricostruzione del pensiero cosmologico degli antichi Scandinavi. Ricordiamo dove esse vanno ad attingere: Che il frassino Yggdrasill pianti una radice in quel pozzo profondo, partecipando in una certa misura alla sua energia creativa, è indice della natura primordiale e originaria del grande albero.

Questa è la sorgente a cui sta a guardia la testa di Mímir: Il frassino Yggdrasill è anche albero della conoscenza. Queste note possono aiutarci a capire quanti significati, e quanto profondi, si intersecano in quest'immagine cosmica del grande frassino Yggdrasill , l'albero che regge l'universo, gli infonde vita e sapienza e, in qualche modo, ne segna il passato e il futuro. Albero cosmico, albero della creazione e albero della conoscenza, il frassino Yggdrasill è anche albero del tempo e del destino. Il tempo, nel pensiero germanico, non è soltanto lo svolgersi delle ore, dei giorni e degli anni, lungo una linea che dal passato procede verso il futuro; il tempo non è un semplice contenitore di eventi, ma è esso stesso lo svolgersi di quegli eventi.

Tempo e destino sono una sola cosa ineluttabile. Come sappiamo bene, i vichinghi erano estremamente fatalisti: In un passo che qui riportiamo per la terza volta, il frassino Yggdrasill viene indicato con una parola molto strana: Questa parola è una delle più delicate dell'intera letteratura mitologica norrena: Come abbiamo visto, il frassino Yggdrasill è l'immagine stessa del cosmo: Ma questa sfera celeste non è un tutt'uno statico, ma un insieme in perenne movimento, un immenso orologio-bussola le cui lancette scandiscono incessantemente i rapporti tra lo spazio e il tempo.

Non vi è alcuna volontà a dirigere questi giri immani delle stelle attorno all'asse centrale, del sole e dei pianeti lungo la fascia zodiacale: Ed è una legge superiore a cui sono soggetti persino gli dèi. In questo senso il frassino Yggdrasill è l'immagine del cosmo, il perno intorno al quale viene misurato il tempo e intorno al quale si decreta il destino dell'universo. Il passo di un poema eddico lega l'immagine dell'albero cosmico a una strana idea di fragilità: Il frassino Yggdrasill sopporta pene più grandi di quanto gli uomini sappiano: A che cosa si deve quest'immagine dell'albero cosmico che potrebbe crollare? Abbiamo già messo in relazione il frassino Yggdrasill con l'immensa quercia che compare nel secondo runo del Kalevala , della quale è registrato il crollo.

Anche riguardo al misterioso Sampo , anch'esso presente nel Kalevala , il cui coperchio è la volta del cielo e le cui tre radici si svolgono in tre direzioni diverse, si parla di scardinamento e distruzione. De Santillana e la Von Dechend, nel loro studio, hanno riportato il mitema dello scardinamento dell'asse cosmico al fenomeno della precessione degli equinozi, movimento celeste scoperto — ufficialmente — da Hípparchos di Níkaia nel II secolo a. Questi punti, come sappiamo, sono dominati da una specifica costellazione, che è la costellazione zodiacale attraverso la quale sorge il sole nell'equinozio di primavera.

Questo fenomeno è visto, nella visione cosmologica, come uno scardinamento dell'asse terrestre e il ristabilimento di un nuovo asse. E è un numero significativo in questo tipo di calcoli. Questo secondo calcolo, se corretto, riporterebbe la cifra alle considerazioni sopra esposte sulla durata dei cicli cosmici. Meno significativa l'ipotesi esaminata da Mannhardt e poi ripresa da Branston, secondo cui l'albero cosmico avrebbe una connotazione sessuale, rappresentando il membro maschile eretto, come fonte della procreazione. Aree - Holger Danske Sezione: Ha collaborato: Mara Ricci.

Sostegno e impalcatura ai nove mondi, nella cosmologia nordica, è un frassino, simbolo sempreverde dell'eterno fluire della vita attraverso i livelli dell'esistenza. Fonti Bibliografia. Il frassino Yggdrasill Gli animali che dimorano sul frassino Gli altri alberi cosmici Fonti. Il frassino Yggdrasill Sulle tracce dell'albero cosmico L'albero cosmico e la sua fauna L'albero cosmico: Fonti 1.

Snorri Sturluson: Fuit rex Carlus hotiliter in Saxonia et destruxit fanum eorum quod vocatur Irminsul. Karolus Saxoniam bello aggressus, Eresburgum castrum cepit et idolum Saxonum quod vocabatur Irminsul destruit. Annales Fuldensens []. Ecco perché, lo Yggdrasil, è considerato il simbolo dell'interconnessione di tutte le cose nell'universo. Secondo la fede nordica, questo albero sacro nasce dalla sorgente di acqua, da cui sgorga tutta la vita esistente, da qui il perché venga chiamato Albero della Vita, un simbolismo presente in molte culture del passato anche non aventi nulla a che fare le une alle altre.

La seconda ragione, per cui si definisce lo Yggdrasil albero della vita, è che da esso si colgono i frutti che rendono giovani gli Dei, ridonando loro la vita, o mantenendoli vivi in eterno. Secondo la mitologia norvegese, il mondo finirà con il Ragnarok, una battaglia tra dei e una sorta di demoni giganti, nella quale solo un uomo e una donna sopravviveranno nascondendosi a tale disastro in una crepa dell'albero altro mito ricollegabile alla storia di Adamo ed Eva che trova riferimenti anche in altre culture non semitiche. La coppia lascerà l'albero per riportare la vita al mondo. Sebbene l'albero in questione non sia menzionato specificamente o lo Yggdrasil non sia chiaramente associato al mito, alcuni pensano sia l'albero che proteggerà la vita dal Ragnarok.

Simbolo Aegishjalmur o Aegishjalmr Aegishjalmur noto anche come Elmo del terrore è una stella fatta di rette che si intersecano al centro e portano ogniuna una runa alla estremità. La parola Aegishjalmr è composta da due diverse parole in lingua norrena: Simbolo elmo di terrore Dovremmo chiarire qualcosa a questo punto: Significa semplicemente "in prima linea". In effetti, i guerrieri vichinghi erano soliti disegnare Aegishjalmr sulla fronte per essere protetti dai loro nemici e infondere loro paura.

Il simbolo viene citato in diverse saghe, riguardanti le gesta degli eroi vichinghi, inclusa la Saga di Völsunga. Oggi, l'Aegishjalmur è disegnato o usato in forma di tatuaggi, come simbolo di protezione o come simbolo di identificazione tra i credenti di Asatru. Vegvisir significato simbolo Ampiamente associato con Aegishjalmr o talvolta persino confuso con esso, a causa della somiglianza tra i due, il Vegvisir è un altro simbolo vichingo composto da rune rune. Si crede che il Vegvisir, noto anche come la bussola vichinga o la bussola runica, fornisca una guida per una persona che potrebbe perdere la strada.

Sembra venisse disegnato sulle navi vichinghe, prima che salpassero, per assicurarsi che l'equipaggio sarebbe tornato a casa sano e salvo. Detto questo, c'è una confusione sull'origine del simbolo e sul fatto che si tratti o meno di un vero e proprio simbolo ereditato dall'Era vichinga, poiché ci sono pochissime risorse che lo menzionano. Odhroerir è il nome associato sia al Mead of Poetry prateria dei poeti che a una delle corna che lo contenevano. Oggi, oltre a identificarsi come norreno, il triplice corno di Odino, viene usato come simbolo di saggezza e ispirazione, in particolare per l'ispirazione poetica da qui penso - aggiunta mia - che i migliori poeti per essere ispirati debbano per forza ubriacarsi Mjölnir, Il martello di Thor Con la sua autenticità e il suo significato nella mitologia norrena, Mjölnir, o martello di Thor, è sicuramente uno dei più importanti simboli vichinghi e norreni se non il più importante.

Un'altra interpretazione della parola, suggerisce che il significato sia molto più vicino al significato di "schiacciare". Secondo la mitologia norvegese, Mjölnir non era solo un'arma, ma uno strumento utilizzato da Thor per diversi scopi. Si pensa anche che Thor usasse il Mjölnir per benedire i matrimoni durante i quali forniva alla coppia fertilità.

Thor proteggeva la gente dal caos consacrandoli con il Mjölnir e proteggeva il cosmo dai giganti, schiacciandoli con esso, anche il martello di Thor è considerato un simbolo di protezione, infatti, durante la battaglia, i guerrieri vichinghi indossavano il martello di Thor come amuleto per avere protezione. Questa tradizione fu portata avanti anche dopo che molti vichinghi si convertirono al cristianesimo: Oggi, oltre ad essere un simbolo di protezione, il Mjölnir è usato per rappresentare la fede germanica del neopaganesimo, conosciuta anche come Heathenry o Heathenism.

La svastica Tra tutti i simboli vichinghi, la svastica è sicuramente quella che ha quasi perso il suo vero significato. Il simbolo, che era usato per la consacrazione e la benedizione di vichinghi e indoeuropei, in un modo molto simile a Mjölnir, fu preso illegittimamente da Hitler e dal partito nazista e, sfortunatamente, viene ancora oggi ampiamente associato a questo e solo a questo da allora. Se una persona o un oggetto venivano nei tempi antichi benedetti usando la svastica, essi diventavano puri, santi e fortunati, esattamente come poi si è fatto usando la croce cattolica che cattolica non è.

In effetti, la svastica è stata ritenuta il simbolo più significativo come portafortuna da alcune persone del passato. Si credeva che portasse una persona da uno stato disperato e caotico, a uno di forza, prosperità e ordine. Svefnthorn Infine, ecco Svefnthorn, uno dei simboli vichinghi più autentici che è menzionato molte volte in diverse saghe norrene, tra cui "La saga dei Volsung", "La saga del re Hrolf Kraki" e la "Saga di Gongu-Hrolf". Sebbene l'aspetto, la definizione e le qualità magiche di Svefnthorn siano in qualche modo differenti in ogni mito, c'è una cosa in comune in tutte le storie: Il simbolo era usato dai popoli nordici, addormentare i loro avversari in un sonno profondo e prolungato.

Resta addormentata fino a quando Sigurd, in modo eroico, viene in suo soccorso e la sveglia. Vilhjalmr lo usa su Hrolf nella "Saga di Gongu-Hrolf" e Hrolf non si sveglia fino al giorno successivo.

Significato simboli vichinghi

Tre radici reggono l'albero e si diramano estendendosi in tre diverse al centro dell'universo e rappresenta la continuità e la vita stessa dei nove mondi. .. Come sappiamo bene, i vichinghi erano estremamente fatalisti: «se. L'albero della vita è un simbolo e un archetipo che fa parte del mondo della mitologia, è legato soprattutto alla tradizione celtica e alla Cabala. Yggdrasil Rune, collana Albero della Vita vichinga, Vichingo Ciondolo, celtica Albero del Mondo, mitologia norrena, Asatru, gioielli vichingo Opzioni di incisione. Yggdrasill [ˈygˌdrasilː], nella mitologia norrena, è l'albero cosmico, l'albero del mondo. è fonte della vita, delle acque eterne, è l'albero che dà la vita;; è fonte del sapere, è all'origine della sapienza di Óðinn;; è fonte del destino. Yggdrasill, “l'albero della vita“: uno degli elementi più noti della mitologia nordica , dei più diffusi e, forse, anche dei più abusati. Lo ritroviamo. Yggdrasil, l'Albero della Vita, non è solo uno dei più importanti simboli vichinghi e norreni, ma un elemento importante della stessa fede. Tatuaggio Albero della Vita Simbolo anche per UOMO - Lei Trendy. La vie de larbre arbre coupe fichier arbre découpé dxf Tatuaggi Vichinghi, Tatuaggi Celtici .

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